sabato 7 marzo 2015

Tiramisu Light Biologico




















Tiramisu Light Biologico

Ingredienti (per 8 persone):



• 500g di ricotta magra mucca o pecora

• 5 albumi montati a neve (uova Bio)

• 125 g di zucchero a velo integrale

• 1 tavoletta di cioccolato fondente 70% biologico

•  polvere di caffè (bio)

•  polvere di cioccolato amaro (bio)

• 6 tazzine di caffè (bio)

•200g di biscotti integrali (con un olio evo)


Montare a neve gli albumi e mettere in frigo.
Montare la ricotta con lo zucchero a velo integrale fino ad ottenere una crema soffice.
Mischiare la crema con gli albumi montati a neve e la base è pronta.

Per creare il bicchierino un fondo di crema un pezzetto di biscotto integrale bagnato nel caffè, polvere di caffè e cioccolato sbriciolato.
Riempire di crema e spolverare con cacao amaro e pezzetti di cioccolato.

Il gioco è fatto.

Voilà



mercoledì 30 aprile 2014

Olive Ascolane

Olive Liana Ascolane













Quantità per 100 olive:

Ripieno

200 gr manzo

200 gr maiale

200 gr tacchino

Pangrattato-Parmigiano

3 uova

Noce moscata

No sale

Olive giganti in salamoia

Panatura

Pangrattato

Farina

Uova

No sale












Procedimento

Per il ripieno soffrigge in olio d'oliva carota sedano e cipolla.

A fuoco lento per 2 tre ore coperto cuocere tagliata a spezzatino la carne, se si asciuga aggiungere vino bianco.

A cottura ultimata aggiungere pangrattato parmigiano tre uova intere la nice moscata e frullare con il minipimer e lavorare il tutto con le mani.

Tagliare le olive a spirale










Riempire le olive con il ripieno




























e per la panatura fare un primo passaggio prima nella farina poi nell'uovo e nel pangrattato














per finire un secondo passaggio in uovo e pangrattato.



















Fatto!!!Bisogna solo Friggere!!!!!!!!!!!














domenica 27 aprile 2014

Colomba Classica Biffi Milano 1852

L'aroma goloso, l'impasto morbido e la ricca copertura fanno della Colomba una dei grandi classici dell'arte dolciaria di Biffi. La Colomba è lavorata artigianalmente e confezionata nei preziosi incarti, nell'elegante astuccio o nell'originale cappelliera. La Colomba Classica è ricca di uvetta e coperta da una glassa di zucchero e miele e tempestata di mandorle e nocciole.

venerdì 16 agosto 2013

Il Tonno

Il Tonno
Il tonno è un pesce azzurro marino della famiglia dei Tunnidi e dell'ordine dei Perciformi.
A seconda del taglio la carne è sempre ricca di proteine.
Il genere Thunnus, conosciuto comunemente come Tonno, raggruppa 8 specie di grandi pesci pelagici appartenenti alla famiglia Scombridae.
I tonni hanno un corpo ovaloide allungato ed idrodinamico, piuttosto compresso ai fianchi.
La pinna dorsale e quella anale sono alte e robuste.
Dopo la pinna dorsale e quella anale sono presenti alcune pinnette stabilizzatrici.
È caratterizzato da dorso bluastro, fianchi argentei e ventre grigiastro.

Specie di tonno

Tonno rosso 

Tonno rosso

Nel Mediterraneo si trova il tonno rosso (Thunnus thynnus o bluefin), così chiamato per l'intenso colore delle sue carni. Ha il corpo lungo fino a 3 m e pesa fino a 600 kg, con coda a semiluna. Le sue carni sono ricercatissime specie in Giappone, ove è alla base dei piatti di pesce crudo.

Tonno bianco

Tonno bianco

 Il tonno bianco (Thunnus alalunga), è considerato molto pregiato. È detto anche: Longfin, Albies, Pesce burro maculato, Tombo binnaga ahi, Bianco del Pacifico. Ha lunghe pinne pettorali a forma di sciabola. Può arrivare a 100 cm di lunghezza e pesare 40 kg. La carne è bianca con sfumature rosa. Sono molto apprezzate anche le sue uova. È l'unica specie di tonno che può essere commercializzata come "tonno carne bianca" negli Stati Uniti.

Tonno a pinne gialle

Tonno a pinne gialle

 La varietà più utilizzata per l'inscatolamento è il tonno a pinne gialle (Thunnus Albacore o Yellowfin tuna), così detto per la caratteristica colorazione gialla sulla punta delle pinne. Il suo peso medio si aggira attorno ai 40 Kg, e può arrivare fino a 150 cm di lunghezza. La sua carne è chiara. Destinato principalmente all’industria conserviera.

Tonno bonito

Tonno Bonito

 Il Tonno Bonito a dorso raggiato ha forma allungata e non è mai molto grande (in genere non supera i 50 cm di lunghezza e i 2 kg di peso). La sua carne è di colore rosso scuro. Questa qualità di tonno è destinata soprattutto all’industria conserviera. In Giappone viene conservata sotto forma di fiocchi secchi che si conservano per lungo tempo e usato per il Dashi.

Tonnetto striato 

Tonnetto striato

Una varietà di qualità inferiore è il Tonnetto striato (Euthynnus pelamis o skip-jack). È un piccolo tonno che raggiunge i 3-5 kg e dalla carne meno rosea. Sulle coste italiane è raro, tranne a Lampedusa e in Sicilia. Le prime due varietà solitamente vengono vendute a tranci o filetti. I tonni di specie più piccole vengono vendute anche intere. Normalmente in Italia i tonni maggiormente commercializzati sono il tonno pinna gialla e il tonno rosso venduti ad un prezzo in genere più basso.

Altre specie Thunnus atlanticus, Thunnus maccoyii, Thunnus obesus, Thunnus orientalis, Thunnus tonggol


Filetto

Trancio di tonnoIl tonno è un pesce piuttosto caro, viene venduto a tranci, più frequentemente viene commercializzato solo il filetto, la parte magra, mentre altri tagli come la ventresca (la pancia) sono più difficili da trovare.
Le carni del tonno rosso si dividono in tre tipi di filetto: il filetto di tonno, il tarantello e la ventresca.
Parte dorsale

Parte dorsale del tonno
La parte normalmente commercializzata col nome di tonno è quella che si trova sulla parte dorsale. È la meno pregiata, seppur molto saporita, ed è in assoluto la parte più magra. Non ha spiccato sapore di pesce, ma piuttosto ricorda nell'aspetto e nella consistenza il filetto di manzo.

La ventresca

Ventresca di tonnoÈ la parte ventrale del pesce, in Toscana chiamata sorra, ed è la parte più pregiata di un tonno soprattutto negli esemplari di grosse dimensioni. Ha un contenuto lipidico superiore che la rende particolarmente tenera e gustosa. Sono le parti del pesce che ricoprono i fianchi e la cavità addominale. Poiché questa parte, è abbastanza grassa, si tende a sgrassarla il più possibile. La ventresca va' consumata, oltre che come tutto il tonno sott'olio negli impieghi ordinari; si presta poi ottimamente per il condimento delle pastasciutte.

Tarantello

Un terzo tipo di filetto è il tarantello, che si trova a metà tra tonno (parte dorsale) e ventresca: risulta più morbido del filetto, senza arrivare alla consistenza più grassa della ventresca, della quale però non perde il sapore. Ideale come antipasto condito con qualche goccia di limone oppure come ingrediente fondamentale nella preparazione di un sugo o un condimento. La denominazione viene da Taranto, che fu antichissima patria di tonnare.

Come scegliere il tonno in scatola 

Il tonno migliore è quello in cui la carne risulta compatta e a pezzi grandi, in quanto assorbe meno olio. Se invece il pesce è sminuzzato, affoga facilmente nell'olio e nonostante lo sgocciolamento è difficile togliere l'olio in eccesso.
Non c'è alcun obbligo di riportare in etichetta la parte del tonno lavorata, se viene specificata significa che il prodotto è di ottima qualità.
La parte più pregiata è la ventresca, mentre le parti vicine alla coda o alle pinne sono le meno apprezzate.

I piu' pensano che il tonno che consumiamo arrivi dai nostri mari, pescato nelle tonnare e prontamente inscatolato. Non e' cosi' perche' la maggior parte del tonno "nostrano", cioe' il tonno rosso, viene acquistata dai giapponesi che ne sono estimatori e a noi non rimane che consumare il tonno giallo, o meglio a pinna gialla, pescato negli oceani (magari dagli stessi giapponesi).
Anche nel tonno ci sono parti piu' o meno pregiate, come puo' essere il filetto e la spalla per il bovino, ma questa informazione non e' riportata nell'etichetta della maggior parte dei prodotti. 
Il tonno dovrebbe essere a trance intere perche' quello sminuzzato puo' provenire da rimanenze di lavorazione. Tutto il tonno è cotto a vapore e l'aggiunta di oli di varia natura e' un indice di qualita': l'olio extra vergine, l'olio di oliva, l'olio di semi rappresentano le scale, a scendere, della bonta', a nostro parere, del prodotto.
In sintesi riassumiamo i consigli per acquistare il tonno in scatola (non tutte queste indicazioni sono riportate in etichetta):
  • Tonno rosso
  • Ventresca
  • Olio extra vergine d' oliva
  • Trance intere
Quattro semplici informazioni da tener presente nell'acquisto. 



Alroconsumo



Greenpeace




Contenitore 

Non è detto che il vasetto in vetro sia preferibile alla scatoletta di latta, l'importante è che quest'ultima si presenti integra e priva di ammaccature.

L'olio 

È molto importante: il semplice termine "olio di oliva" indica un olio di scarsa qualità mentre la dicitura "olio extra vergine di oliva" esalta le caratteristiche e la qualità del tonno.

Additivi

 Il tonno in scatola è un alimento genuino, cotto e inscatolato con sale e in alcuni casi con olio di oliva. Per legge è concessa anche l'aggiunta di glutammato monosodico (E621), un esaltatore di sapidità che dev'essere riportato tra gli ingredienti. Anche se concesso, la presenza di glutammato o la scritta E621 è indice di qualità scadente.

Le qualità di tonno

Non è obbligatorio riportare la qualità del tonno in etichetta, ma se particolarmente pregiata viene generalmente specificata per trasmettere un immagine di qualità al consumatore. Le qualità migliori sono la Thunnus thynnus e la Thunnus alalunga. La famosa qualità "pinne gialle" pur avendo carni di discreta qualità non rientra tra le migliori.

Lavorazione

In molti casi i tonni vengono congelati e lavorati successivamente. Se nell'etichetta appare la scritta "lavorato fresco" significa che il tonno è stato pescato, cotto e lavorato all'istante.

Come si pulisce il tonno 

Ecco il procedimento per pulire i tonni acquistati interi, quindi di piccole dimensioni. Per prima cosa eliminare le interiora incidendo il dorso sotto le branchie, ed estraendole. Tagliare quindi le pinne con delle forbici robuste. Se occorre eliminare le squame farlo passando il coltello dalla coda verso la testa. Infine sciacquare abbondantemente sotto acqua corrente. Per i tranci è sufficiente il lavaggio. Per sfilettare il tonno l'ideale è il coltello per sfilettare.

Come conservare il tonno 

I tranci o i filetti vanno lavati per eliminare il sangue e asciugati con carta assorbente da cucina. Possono poi essere messi in frigorifero nella parte più in basso, dove si mantengono per 2 giorni, meglio se riposti tra due piatti o avvolti in carta da cucina o da forno. Ancora meglio se conservati in ghiaccio. Si può congelare e, come tutto il pesce, va scongelato e consumato in tempi brevi (entro 3 mesi dal congelamento). Scongelare il tonno congelato lentamente in frigorifero. Lo scongelamento a microonde non è raccomandato.

Abbinamento col vino 

L'abbinamento ideale per questo pesce è con un rosso siciliano: Nero d'Avola; Syrah o Frappato.

Nutrizionali

 Dal punto di vista alimentare il tonno è molto ricco di proteine ed è mediamente grasso (10% di grassi circa). Mentre il tonno sott'olio, anche se sgocciolato, apporta da 260 a 300 kcal per 100 g, quello fresco arriva a poco più della metà. Dal punto di vista calorico non ha senso usare il tonno sott'olio. L'ideale è quello fresco altrimenti è meglio consumare quello in scatola al naturale, che è ancora meno calorico di quello fresco. Anche in salamoia sarebbe da evitare per l'inutile contenuto di sale che comunque si assume. A seconda del taglio contiene più o meno grassi. Il filetto è molto magro e può essere paragonato a un pesce magro (100 kcal per 100 g), mentre la ventresca può essere assimilata a un pesce grasso (180 kcal per 100 g). Il tonno in scatola comune utilizza tagli magri ed ha quindi una bassa percentuale di grassi (se si esclude l'olio utilizzato per la conservazione). È un pesce sicuramente grasso, ma ricco di proteine e sali minerali per questo considerato ricostituente ed energetico. Il filetto di tonno è un'ottima fonte proteica, meno come fonte di omega 3. Gli altri tagli sono più grassi, più gustosi, e ottime fonti di omega 3, quindi sono molto più consigliabili rispetto al costosissimo e un po' insipido filetto


sabato 14 luglio 2012

Fegato all'arancia e Grand Marnier














Per 4 persone

8 fettine di fegato di vitello di circa 70 gr
2 arance
60 gr di burro
Grand Marnier
un cucchiaino di farina
sale e pepe

Eliminare l'eventuale pellicina al fegato. Lavare le arancia
prendere con un pelapatate solo la scorza e tagliarla a filetti.
In padella fondere il burro unire i filetti d'arancia e mettere
le fette di fegato,



farle rosolare a fuoco vivo da ambedue i lati per 4 minuti,
spremere il succo delle arance ed aggiungerlo al fegato.



Togliere le fette di carne e i filetti di arancia, versare il Grand
Marnier o il Cointreau nella salsa e fate prendere il bollore, 
impastare unanoce di burro con la farina unirla,



far sciogliere e addensare, al bisogno si può unire poca acqua.
Unire di nuovo il fegato con i filetti di arancia un minuto.

Servire

sabato 18 febbraio 2012

Frappe o Chiacchiere



Informazioni Generali

  • Preparazione:
    60 min
  • Cottura:
    per frittura 2 min
  • Dosi per:
    6 persone
  • Costo:
    Basso
  • Difficoltà:
    Media


Ingredienti Necessari

Ingredienti per circa 80 chiacchiere
• Burro
50 gr
• Farina
500 gr
• Grappa
(o altro liquore) 25 ml
• Lievito chimico in polvere
6 gr
• Sale
1 pizzico
• Uova
(medie) 3 intere e 1 tuorlo
• Vanillina
1 bustina
• Zucchero
70 gr
Ingredienti per friggere
• Olio di semi
di arachide q.b.
per cospargere
• Zucchero
a velo q.b.

Presentazione

ChiacchiereLe chiacchiere o frappe sono dolci molto friabili che vengono fritti ed infine vengono cosparsi di zucchero a velo. Le chiacchiere sono preparazioni tipiche del periodo di Carnevale e vengono chiamate con nomi diversi a seconda delle regioni di provenienza: chiacchiere e lattughe in Lombardia, cenci e donzelle in Toscana, frappe e sfrappole in Emilia, cròstoli in Trentino, galani e gale in Veneto, bugie in Piemonte, così come rosoni, lasagne, pampuglie, ecc..

Le chiacchiere o frappe hanno un’antichissima tradizione che probabilmente risale a quella delle frictilia, dolci fritti nel grasso di maiale che nell'antica Roma venivano preparati proprio durante il periodo di Carnevale; questi dolci venivano prodotti in gran quantità poiché dovevano durare per tutto il periodo della Quaresima.

Preparazione

ChiacchiereSetacciate la farina assieme al lievito e disponete il tutto su di una spianatoia (oppure in una ciotola o nella tazza di un robot)  nella classica forma a fontana; ponete al centro il burro, lo zucchero, la vanillina, le uova, mezzo bicchierino di grappa e un pizzico di sale (1). Lavorate bene gli ingredienti fino a formare un impasto liscio ed elastico (2) (se impastate a mano lavoratelo su di una spianatoia per almeno 10 minuti), al quale darete la forma di una palla (3) e lo lascerete così riposare  avvolto nella pellicola trasparente in luogo fresco per almeno 30 minuti.
ChiacchiereSpianate poi la pasta per mezzo dell'apposita macchinetta (o con un mattarello), in modo da ottenere una sfoglia non troppo sottile dello spessore di 2 mm. Se utilizzerete la macchinetta, procedete in questo modo: dividete la pasta in 4 panetti del peso di circa 200 gr ciascuno, schiacciateli (4), inseriteli nella macchinetta con i rulli completamente divaricati (5); se la sfoglia che fuoriesce tende a lacerarsi, infarinatela (6),
Chiacchiereripiegatela su se stessa (7-8) e spianatela nuovamente (9), procedendo dallo spessore più ampio dei rulli a quello intermedio ed infine più stretto (guarda come fare cliccando qui).
ChiacchiereFate così per 3 o 4 volte fino ad ottenere una sfoglia liscia e compatta (10) e poi, con una rotellina a taglio smerlato, ricavatene delle strisce (11) di 5 cm per 10 cm (o della misura che volete), e praticate su ognuna di esse due tagli centrali e paralleli per il lungo (12).
Ponete le strisce così ottenute (2 o 3 alla volta) in abbondante olio (13) ben caldo ma non bollente (170-180 gradi al massimo), girandole su ambo i lati e stando attenti a non bruciarle (14); appena diventeranno dorate, toglietele dall’olio e ponetele a sgocciolare su di una brillantiera, griglia o carta assorbente (15). Quando diventeranno fredde ponetele su di un piatto da portata e cospargetele di zucchero al velo vanigliato.

Consiglio

L’olio per friggere le chiacchiere o frappe deve essere ben caldo ma non bollente, in modo da non bruciare la pasta di questi dolci, che devono friggere un minuto per lato fino a raggiungere la doratura; una volta che l’olio ha raggiunto la temperatura ideale, dovrete mantenere il fuoco vivace ma non alto. Se siete sprovvisti di termometro, per capire quando la temperatura dell’olio è ottimale, immergetevi uno stuzzicadenti: se vedrete comparire delle bollicine intorno allo stecchino potete cominciare a friggere. Immergete un piccolo pezzetto di pasta e se questa diventa scura immediatamente, vuol dire che l'olio è troppo caldo. Abbassate il fuoco e riprovate fino a che la pasta diverrà dorata lentamente.

Curiosità

Esistono diverse varianti alla ricetta delle chiacchiere, come ad esempio la sostituzione della grappa con altri liquori quali il rum, il marsala, il brandy, ecc... oppure l'aggiunta della scorza di limone grattugiata. Vengono poi date forme diverse a questi dolci, come per esempio la romboidale, la quadrata, la rettangolare, ma anche la striscia annodata, o altre forme particolari; in più bisogna ricordare che si usa cospargere questi dolci con dello zucchero al velo oppure con dello zucchero semolato, e più recentemente si trovano in commercio anche con delle variegature di cioccolato in superficie. Per la frittura viene usato sia olio di semi che di oliva, oppure dello strutto puro o mischiato in eguale misura con dell’olio.

domenica 29 gennaio 2012

Lasagne verdi alla bolognese


Lasagne verdi alla bolognese


Portata: Primo
Tempo: 180 minuti
Difficolta': Facile
Cottura: Forno Tradizionale 180 gr 40 min

Ingredienti
170 g Burro
1 n Carote
1 n Cipolla
700 g Farina
1 l Latte
100 g Maiale Macinato
100 g Manzo Tritato
qb Noce Moscata
qb Olio Di Oliva Extravergine
80 g Pancetta Affumicata O Bacon
qb Parmigiano
250 g Passata Di Pomodoro
qb Pepe
qb Sale
80 g Salsiccia Di Suino Fresca
1 n Sedano Coste
400 g Spinaci
4 n Uova
1 bi Vino Bianco

Preparazione

700 g di farina 00

400 g di spinaci freschi

4 uova

170 g di burro

250 g di polpa di manzo macinata

100 g di polpa di maiale macinata

80 g di pancetta

80 g di salsiccia

1 cipolla grossa

1 carota grossa

1 costa di sedano

250 g di passato di pomodoro

1 bicchiere di vino bianco

1 litro di latte + noce moscata

parmigiano reggiano grattugiato

olio extravergine di oliva

sale e pepe


1 Fai la pasta verde. Lava bene gli spinaci e cuocili senza
sgocciolarli per 5-6 minuti in una padella antiaderente con
 il coperchio. Disponi a fontana 600 g di farina sulla spianatoia. 
Sguscia al centro le uova e unisci gli spinaci ben strizzati. 
Con la punta delle dita amalgama gradualmente la farina alle 
uova e alla verdura. Incomincia a impastare, lavorando 
ritmicamente con le mani, fino a ottenere una pasta morbida 
e liscia. Forma una palla e avvolgila in un foglio di pellicola 
trasparente. Lasciala riposare per almeno 30 minuti.

  

2 Cuoci il ragu. Lava, spunta e spella la carota; lava il 
sedano; spella e lava la cipolla. Trita le verdure e la 
pancetta al mixer e falle soffriggere dolcemente in 1 
casseruola, possibilmente di coccio o di rame, con 50 g 
di burro e 4-5 cucchiai di olio extravergine.Unisci le carni
macinate e la salsiccia spellata e sgranata. Rosola per 
10-15 minuti a fuoco vivo, fino a rendere le verdure e le 
carni ben croccanti. Irrora con il vino bianco e lascia 
evaporare. Regola di sale e pepe, abbassa la  fiamma e 
aggiungi il pomodoro. Cuoci il ragu a fuoco molto basso 
per almeno 2-3 ore. Mescola spesso per evitare che attacchi
e bagnalo, se dovesse asciugarsi troppo, con qualche 
mestolino di brodo.

  

3 Dalla pasta alla sfoglia. Mentre il ragu cuoce, appiattisci 
la pasta con le mani; quindi inizia a stenderla con il matterello
dal centro verso i lati. Avvolgi di tanto in tanto la foglia sul 
matterello e riposizionala sulla spianatoia. Ruotala ogni volta 
leggermente. Quando sara abbastanza larga, rivoltala e stendila 
fino a ridurla a 1-2 mm di spessore. A questo punto taglia la 
sfoglia a rettangoli di 10x15 cm con la rotella tagliapasta. 
Scotta per qualche istante i rettangoli di pasta, pochi  alla 
volta, in abbondante acqua bollente salata alla quale avrai 
aggiunto 1 cucchiaio di olio. Scola la pasta,  raffreddala in 
una ciotola con acqua e ghiaccio e lasciala asciugare, non 
sovrapposta, su un telo o su carta da forno. In alternativa al 
matterello, puoi stendere la sfoglia con la macchina per pasta 
fresca a rulli. Puoi lessare i rettangoli di pasta piu velocemente 
con il comodo cuoci lasagne.  



4 Prepara la besciamella. Fai fondere 100 g di burro in 
una piccola casseruola e aggiungi 100 g di farina. Fai 
tostare la farina per qualche istante. Abbassa la fiamma e 
diluisci con il latte freddo aggiunto tutto in una volta. 
Mescola con la frusta e cuoci, mescolando, per 10 
minuti,aggiungi noce moscata grattugiata e regola di sale e pepe.  


5 Fai gli strati. Imburra la pirofila e disponi uno strato 
di pasta. Copri prima con un velo di besciamella ancora 
calda, poi aggiungi uno strato di ragu; quindi spolverizza 
con parmigiano reggiano grattugiato. Prosegui con gli 
strati, terminando con ragu e abbondante parmigiano 
reggiano  grattugiato.  



6 Cuoci e servi. Scalda il forno alla temperatura di 180 C.
 Inforna le lasagne nella parte alta del forno e cuocile per 
40 minuti circa. Se ti piacciono con una crosticina piu 
croccante lasciale sotto il grill per 2-3 minuti. Sfornale, lasciale
 intiepidire 5 minuti e servi.